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L'eco delle conchiglie di vetro PDF Print E-mail
Written by Gianvittorio Randaccio   
Friday, 22 January 2010 07:00

Svegliarsi e non riconoscersi più: alla ricerca di se stessi

Un viaggio nel tempo e in un passato oscuro

Star dietro a tutte le uscite editoriali è una cosa praticamente impossibile: non fai in tempo a comprare un libro che già ne hai segnati altri quattro appena usciti che vorresti leggere. Anche noi dell’Insolito, per esempio, che pur ci impegniamo per parlare il più possibile della piccola e media editoria, dovremmo essere almeno in un centinaio se volessimo riuscire a dare notizia di tutto quello che il mercato editoriale riesce a produrre. Ogni tanto, perciò, qualche uscita sfugge e allora fa piacere riuscire a ritrovarla, dandole lo spazio che si merita anche se in realtà non è più fresca di stampa.

L’eco delle conchiglie di vetro non è l’ultimo libro di Massimo Padua, ma il penultimo, visto che nel 2009 è uscito L’ipotetica assenza delle ombre. A parlarne, però, non commettiamo peccato, perché quando un libro è bello va sempre consigliato, al di là della sua età. Anzi, alcuni libri sono come il vino, che migliora col tempo. L’eco delle conchiglie di vetro all’inizio rischia di mandare un po’ in confusione, perché la sequenza dei capitoli non corrisponde a quella temporale degli avvenimenti e la ricostruzione della memoria di Giorgio, il protagonista, diventa ben presto un enigma, che si scioglierà solo nell’ultima stagione, quella primavera nella quale è nato tutto. Giorgio è un giovane che si sveglia improvvisamente vecchio, senza ricordare chi sia, ne cosa abbia fatto nella vita e che deve riconquistare la memoria di sé e di quello che gli sta intorno, per fuggire dalla confusione e da un’ombra che sembra seguirlo senza mai palesarsi. Il suo passato nasconde segreti inquietanti e il viaggio dentro di sé finirà per portarlo nel luogo in cui tutto ha avuto origine.

Massimo Padua è molto abile a portare per mano il lettore per le arzigogolate vie della mente di Giorgio. Il percorso è lento e accidentato, ma si ha la percezione di capire a ogni pagina qualcosa di più, in un crescendo di forza e intensità che può quasi far parlare di suspence. Lo stile è nitido, sicuro, elegante e se questo nuoce un po’ nella prima parte del romanzo, quando il risveglio e la confusione di Giorgio potevano avere una nota più comica, viceversa è un valore aggiunto nel finale, in cui l’emotività vince su tutto. L’eco delle conchiglie di vetro è un romanzo intenso, che illumina i luoghi oscuri nascosti in ognuno di noi, senza farsene inghiottire. Ha anche un doppia faccia: se vi viene voglia di rileggerlo, fatelo seguendo la giusta cronologia dei fatti, chissà che non vi stupisca in un altro modo. 

L’eco delle conchiglie di vetro
Autore: Massimo Padua
Bacchilega editore
136 pagine
Euro 10,00

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Massimo |87.16.199.xxx |2010-01-24 02:30:49
Grazie, ragazzi. Siete stati molto gentili. Al prossimo romanzo! :)

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