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Intervista a Tsunami Edizioni PDF Print E-mail
Written by Gianvittorio Randaccio   
Saturday, 19 September 2009 08:37

 Tsunami EdizioniTsunami è una piccola (anzi, piccolissima) casa editrice milanese, che si muove in quel particolare settore dell’editoria che è la musica. Nata principalmente per passione cerca di fare luce sulla vita di gruppi e generi musicali di scarsa visibilità: la scelta dei titoli e il livello delle pubblicazioni dimostrano chiaramente che Eugenio Monti e Max Baroni, i factotum di Tsunami, stanno imparando molto in fretta come si fanno dei buoni libri. Avere le idee chiare, come dimostra la chiacchierata che potete leggere qui di seguito, sicuramente li aiuta molto...

 

Chi è e che cosa fa Tsunami Edizioni? Quando è nata?

 

Tsunami Edizioni è una piccola casa editrice indipendente che pubblica libri a carattere musicale, prevalentemente in area rock e metal, ma non solo.

Le basi sono state gettate un paio di annetti fa da Eugenio, responsabile di una piccola casa editrice che però si occupa di tutt’altro (testi specialistici sulle assicurazioni), e Max, già suo collaboratore all’interno di questa realtà. Vista la grande passione che entrambi abbiamo per la musica e tutto ciò che le ruota intorno, a un certo punto è nata l’idea di coniugare e sfruttare l’esperienza ed il know-how accumulati sia a livello editoriale che in anni di frequentazioni a carattere musicale vissute in diversi ambiti. I gusti personali di ciascuno di noi sono estremamente variegati e spesso differenti, ma dai libri pubblicati sinora si può intuire che il retroterra da cui entrambi andiamo a pescare è quello del rock, più o meno duro a seconda dei casi. Dalla nascita dell’idea alla concretizzazione del primo libro è passato circa un anno, che abbiamo trascorso lavorando febbrilmente per mettere in piedi tutto come volevamo. E arriviamo così al giugno dell’anno scorso e alla pubblicazione di MOSHPIT – Violenza sotto il palco, un libro che per noi ha un significato molto rappresentativo: l’idea dietro a Tsunami Edizioni è infatti quella di colmare una lacuna, di riempire un vuoto editoriale, di dare più spazio a determinati generi e realtà (come quella metal, per esempio) spesso troppo poco considerate dall’editoria italiana. Di qui la scelta di esordire con un libro “difficile” come MOSHPIT, che desse immediatamente l’idea di dove vogliamo andare a parare. E tra parentesi, possiamo dire con una certa soddisfazione che il libro è stato capito e apprezzato da moltissime delle persone che l’hanno letto. 

 

Avete esempi (italiani e no) ai quali vi ispirate?

 

L’editoria musicale italiana, intesa a 360°, è ricca di realtà che nel loro ambito hanno fatto e stanno ancora facendo scuola. Nel nostro piccolo non ci sentiamo particolarmente ispirati o influenzati da nessuna di queste, ma ovviamente il rispetto e la considerazione per il loro lavoro è assolutamente fuori discussione, e con alcune intratteniamo anche ottimi rapporti. Per quanto riguarda l’estero, direi che possiamo considerarci affini come mentalità alla britannica Jawbone Press, con la quale infatti abbiamo instaurato una collaborazione sinora molto proficua che si è concretizzata con la pubblicazione di un volume dedicato ai cento più grandi chitarristi metal, e soprattutto con l’uscita a brevissimo (fine settembre) della versione italiana di Cliff Burton- To live is to die, la biografia del compianto bassista dei Metallica.

 

Come costruite il vostro catalogo? 

 

Nella maniera più semplice possibile, anche se forse può sembrare un po’ ingenua: scegliamo libri che ci piacciono e che ci interessano, e che prima di tutto soddisfino noi in quanto appassionati di musica. È il caso per esempio di Rush di Jon Collins: Eugenio è un grandissimo appassionato del terzetto canadese, e a suo tempo Brian Jones - Morte di un Rolling Stoneaveva divorato questa biografia trovandola ottima; acquistarne i diritti per una pubblicazione italiana è stata quindi una mossa quasi obbligata! Lo stesso vale per uno degli ultimi titoli che abbiamo pubblicato, Choosing Death– L’improbabile storia del Death Metal e del Grindcore, che Max deve aver letto in edizione originale almeno tre o quattro volte. Al di là di questi casi, cerchiamo comunque di tenere gli occhi bene aperti per non farci sfuggire eventuali novità. In più, come si potrà notare presto seguendo le nostre uscite, abbiamo anche un autore che possiamo definire “di fiducia”: l’inglese Joel McIver. A nostro modestissimo parere, Joel è al momento l’autore delle biografie e dei saggi più interessanti in ambito rock/metal. I più accaniti headbanger lo conosceranno già per la sua bio dei Metallica uscita qualche anno fa, o per il libro Slayer che abbiamo pubblicato noi l’anno scorso, ma possiamo assicurarvi che McIver ha all’attivo molti altri titoli eccellenti che saremo orgogliosi di poter presentare ai lettori nel corso dei prossimi mesi.

Tra i nostri obiettivi principali c’è comunque anche quello di dedicare spazio ad autori italiani, e infatti il primo libro targato Tsunami a opera di uno scrittore italiano è in lavorazione proprio in questo momento: si tratta di un volume dedicato alla morte del celebre chitarrista dei Rolling Stones, Brian Jones, e di tutte le controversie e i misteri che ne sono derivati. Un libro che pesca dal true crime tanto quanto dal rock’n’roll. L’autore, Andrea Valentini, è già noto ai più per un libro scritto a quattro mani su Iggy Pop, nonché per altre collaborazioni di carattere cinematografico ed editoriale.

Sempre rimanendo in tema nazionale, approfitteremmo di queste righe che ci concedete per fare un annuncio rivolto a tutti quelli che ci stanno leggendo: se avete delle proposte editoriali che pensate possano interessarci, fatevi avanti! Siamo sempre più che disponibili a prenderle in considerazione, e siamo convintissimi che nel sottobosco italiano si annidino autori che non hanno nulla da invidiare alle più blasonate penne straniere.

 

Qual è il giudizio dei primi mesi/anni di esistenza? Ne vale la pena? Si riesce a tirare avanti?

 

Ne vale la pena? Sicuramente la cosa andrebbe analizzata da più punti di vista.  Da un punto di vista esclusivamente economico l’investimento è stato cospicuo e ovviamente siamo ancora in forte passività, cosa d’altronde normale considerando che siamo operativi da poco più di un anno. Ci sono, però, segnali incoraggianti, i libri cominciano a girare, la distribuzione è buona e siamo assolutamente certi della qualità del nostro prodotto, figlia di un impegno basato soprattutto sulla passione. Siamo fiduciosi. Diciamo che le vendite al momento ci consentono di finanziare in buona parte i nuovi progetti senza aumentare le passività e questo, al momento, ci basta.

L’obiettivo ora è quello di costituire un catalogo di almeno una ventina di titoli e procediamo su questa strada. Sentiamo molto il supporto e l’incoraggiamento da parte dei nostri lettori che crescono costantemente e apprezzano quello che facciamo e questo è sicuramente motivo di enorme soddisfazione.

Il lato economico è ovviamente importante ma affrontare un’avventura del genere con lo scopo di arricchirsi sarebbe da incoscienti, per non dire di peggio. Teniamo duro, non molliamo, abbiamo ancora tanti progetti nel cassetto e nel cuore e siamo fermamente motivati a portarli a termine.

 

Come promuovete i vostri libri?

 

Al momento utilizziamo molto internet, abbiamo creato delle pagine su MySpace e Facebook per farci conoscere e stiamo sviluppando un nostro sito, sul quale daremo la possibilità agli utenti di consultare il catalogo, di scaricare degli estratti e di ordinare i libri.

Oltre a questo abbiamo deciso di puntare sulla carta stampata, comprando alcuni spazi pubblicitari su riviste specializzate e creando un network di giornalisti ai quali inviamo i nostri libri in modo che possano recensirli sulle loro testate.

Ultimamente, per finire, abbiamo deciso di partecipare in prima persona ad alcune manifestazioni musicali (Gods Of Metal, Metal Valley, Guitar Day, Nihil Extreme e altre) in modo da portare i nostri libri direttamente a chi, potenzialmente, potrebbe essere interessato a leggerli.

 


Da dove deriva il nome?

 

Volevamo qualcosa che fosse in grado di rappresentarci e che fosse d’impatto, e alla fine, dopo una di quelle tipiche sessioni di brainstorming che chiunque abbia mai messo in piedi un gruppo conosce benissimo, ci siamo ritrovati per le mani un nome che si è praticamente scelto da solo. Lo tsunami è da sempre simbolo di forza inarrestabile, di potenza, e nel nostro caso sta a simboleggiare l’energia che la musica sa trasmettere a chi la ama davvero, la stessa energia e la stessa passione che ci muovono dentro e che noi ricambiamo investendo impegno e dedizione nel nostro lavoro. 

 

Quante persone lavorano attivamente alla Tsunami? È cambiata la situazione rispetto all’inizio?

 

Al momento Tsunami Edizioni è composta solamente da Eugenio e Max, esattamente come all’inizio, ma per fortuna possiamo contare su alcuni validissimi partners in crime che ci rendono la vita un po’ più semplice aiutandoci con le grafiche, la correzione di bozze, le spedizioni dei libri. Alcune traduzioni sono state affidate a collaboratori esterni, ma per il resto ci occupiamo di tutto noi, impaginazione compresa. Non è una vita facile e a volte il lavoro per le mani è davvero tanto, ma se non altro ci permette di mantenere un controllo strettissimo su ogni aspetto della realizzazione e della promozione dei libri. E alla fine, bisogna ammettere che quando esce un nuovo titolo la soddisfazione che ne traiamo è praticamente doppia. 

 

Come va con la distribuzione? I libri Tsunami si trovano facilmente?

 

La distribuzione in Italia è sempre un punto critico per editori delle nostre dimensioni, ma siamo stati fortunati e abbiamo trovato un distributore piccolo ma con tanta voglia di crescere, la NdA di Rimini, che crede nei nostri libri e che ci supporta al massimo. Non possiamo pensare di essere distribuiti capillarmente su tutto il territorio ma siamo reperibili praticamente in tutte le più importanti catene (Mondadori, Feltrinelli, Fnac) il che, per una casa editrice giovane e piccola come la nostra, ha quasi del miracoloso. Nonostante questo ci sono ancora molte persone che ci scrivono che faticano a trovare i libri, in questo caso provvediamo noi spedendoli direttamente.

 

Chi sono i vostri lettori? Noi li immaginiamo appassionati, attenti, puntigliosi, informati… Che tipo di rapporto avete con loro?

 

Certamente l’idea che abbiamo è che i nostri lettori siano persone che sanno come distinguere un libro fatto con passione da uno fatto tanto per riempire delle pagine. I feedback che riceviamo tramite internet o di persona, quando siamo presenti a concerti e festival con il nostro banchetto, sono molto positivi e certamente sono uno stimolo a continuare a cercare di fare sempre il meglio per dare sempre dei libri di qualità, sia nei contenuti che nella realizzazione. 

 

Parola di Lemmy

Partecipate o avete partecipato a fiere, feste manifestazioni editoriali/letterarie? Le considerate utili, magari per avere un contatto diretto con i potenziali lettori?

 

Dopo aver partecipato a esposizioni “tradizionali” come quella di Torino, in cui eravamo presenti nello stand del nostro distributore, abbiamo cominciato a partecipare direttamente a eventi musicali come concerti e festival. Questa scelta è stata fatta con il duplice scopo di portare i libri direttamente davanti agli occhi dei potenziali interessati, che magari non frequentano manifestazioni a carattere strettamente editoriale, e allo stesso tempo di farci conoscere, di far capire che dietro all’etichetta ci sono dei veri appassionati e non dei manager.

La prima sensazione che abbiamo riscontrato è stata quasi di stupore: “Ma come, questi vendono libri? Qui??”. Bisogna dire, però, che quando hanno capito cosa proponevamo siamo stati accolti davvero molto bene. 

 

Max, tu sei anche traduttore. Che problemi o difficoltà ti si pongono davanti in libri come quelli che pubblicate?

 

Posto che alla fine penso che le difficoltà principali siano bene o male le stesse che deve affrontare qualsiasi traduttore di qualsiasi genere, come per esempio cercare di mantenersi quanto più possibile fedele allo stile di scrittura originale dell’autore, nel caso dei nostri libri penso che il problema più grande sia quello dello slang. Al di là dei modi di dire tipici dell’inglese britannico o americano, a cui comunque bisogna stare molto attenti, ogni genere o sottogenere musicale ha spesso un proprio gergo, o comunque una terminologia specifica a cui fare riferimento. Essendo musicalmente onnivoro ormai da molti anni, per fortuna questo tipo di difficoltà mi complica la vita solo sino a un certo punto, ma quando accade non mi faccio problemi a chiedere consiglio a chi è più esperto di me. Diciamo quindi che avere un’ottima conoscenza dell’argomento da trattare non guasta di sicuro, rende il lavoro più semplice e limita il rischio di scrivere castronerie... da questo punto di vista, leggere periodicamente pubblicazioni straniere di settore (libri, riviste, siti web) è un’ottima palestra, e serve anche per tenersi aggiornati. 

 

Qualcosa avete già anticipato, ma quali sono le uscite previste per il futuro?

 

Oltre a quello che abbiamo già anticipato, nel breve/medio termine usciremo con la biografia dei Black Sabbath, scritta sempre da Joel McIver, che è prevista per novembre di quest’anno. Stiamo poi lavorando a Lord of Chaos, il libro di riferimento sul black metal norvegese, che uscirà presumibilmente nei primi mesi del 2010. E abbiamo inoltre in cantiere una biografia dei Tool, un dizionario dedicato ai Led Zeppelin, un libro di aforismi di Ozzy Osbourne, e tanti altri titoli interessanti. Seguiteci, non vi deluderemo!

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