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Thomas Jay PDF Print E-mail
Written by Chiara White   
Wednesday, 16 September 2009 08:00

Thomas JayVittima dei suoi ideali, riesce a vedere dentro se stesso

La nostra vita è un fitto intersecarsi di relazioni, contatti, incontri, di piccole emozioni senza le quali ci sentiamo perduti. Soli. Inutili. Senza uno scopo.

«Quando non riesci a trovare una ragione e nessuno te la dà, quando ti laceri nel dolore e sai che non interessa a nessuno, quando non riesci ad amarti perchè nessuno ti ama, quando non intravedi un futuro perchè non hai un passato, la realtà non è che un luogo ostile, e la mente, incapace di arginare quel dolore, non può che rifugiarsi altrove».

 

È incredibile come in un romanzo, nel quale praticamente succede poco o nulla, si possa rimanere attaccati alle parole, alle emozioni, alle paure del protagonista. Thomas Jay comincia da ragazzino a entrare e uscire dai riformatori e per una serie infinita di eventi, reazioni e ribellioni a ciò che deve «subire», finisce nel carcere a vita. Senza meritarlo. Ma la sua mente è libera e non di certo imprigionata, come liberi sono i suoi pensieri e i libri che riesce a scrivere.

E ti sembra di leggerli quei libri, di vedere il loro valore, la loro bellezza e la loro forza. E acquisiscono una loro anima, una loro realtà, tangibilità, data dalla forza e dall’ostinazione con cui si plasmano attraverso la mente che non vede e non sente confini di Thomas. Nonostante la prolungata prigionia, anche in manicomio, la mente può quello che il nostro corpo non riesce a fare e supera i confini, i limiti dettati da delle sbarre e raggiunge tutto il mondo che sta al di fuori.

Tramite il rapporto epistolare che si instaura tra Thomas e Allie pian piano si ricostruiscono gli avvenimenti, pochi sostanzialmente, fatti più che altro di persone, Max sopra a tutti, delle anime che Stefano, che poi sarà Thomas, incontra nel suo cammino e che segnano indelebilmente il suo destino. Le fughe, fughe anche da se stesso, la rabbia, rabbia di vita, il dolore, dolore della solitudine, la redenzione, redenzione del proprio essere, la speranza, speranza nell’amore.

Tutto questo è Thomas Jay. Vittima dei suoi ideali, convinto di meritare e pagare i suoi errori giustamente, riesce a vedere dentro se stesso, a trovare rifugio e conforto nella forza delle parole, le sue parole. E come invidio la forza di Thomas Jay. E il compromesso e la riconciliazione. Con noi stessi. Perchè: «Nella vita si può sbagliare, l’importante è avere la forza di non abbandonarsi al rimpianto e al rimorso perchè questo ci impedirebbe di rimediare». E perchè: «È nella pienezza interiore che colmiamo i vuoti dell’esistenza».

Thomas Jay
Autrice: Alessandra Libutti
Neftasia
209 pagine
Euro 14,00

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